MUSEO STORICO della STRUMENTAZIONE OCEANOGRAFICA

Misure LAGRANGIANE di corrente profonda con il "float"

pronto al lancio


schema della fluttuazione di un float in Mediterraneo



rilascio in mare con nave in moto
Questo tipo di strumento è stato realizzato per seguire l'acqua che sta ad una certa profondità; poiché per comunicare la sua posizione, deve venire a galla e sporgere l'antenna in aria, si sfruttano tali risalite per eseguire dei profili CTD: quindi è nello stesso tempo un correntometro lagrangiano ed un vero e proprio profilatore CTD.

È chiamato gergalmente "float", vocabolo inglese che andrebbe tradotto in "fluttuante", nel senso di oggetto che se ne va alla deriva, in balìa della corrente e va pure su e giù. Si tratta in pratica di un drifter che, in più, può modificare la sua spinta idrostatica, pertanto può seguire la corrente ad una pressione (profondità) desiderata.
Ciò si realizza cambiando il volume dello strumento, gonfiando o afflosciando una vescica, pompandovi dell'olio che viene alternativamente preso e spostato da/in un serbatoio interno.

Nel Mediterraneo una missione-tipo consiste nel seguire la corrente alla profondità di 350 metri (ma può essere diversa) per alcuni giorni (di solito 4), poi si lascia affondare in profondità (700 o 1200 metri), per poi subito risalire eseguendo un profilo CTD. La risalita si conclude in superficie, dove rimane a galleggiare facendo sporgere l'antenna, solo per il tempo necessario ad inviare al sistema satellitare ARGOS tutti i dati acquisiti. Alla fine della trasmissione, esso si lascia affondare per raggiungere di nuovo a 350 metri.

La durata della fase profonda (in Antartide di solito 10 giorni) e le profondità possono venir modificate in funzione di ciò che si cerca nella zona in cui il float viene rilasciato (qui i dati dei float attualmente funzionanti).

Il float non ha alcuna vela, perché gli sarebbe d'impaccio negli spostamenti verticali; in ogni caso la sua permanenza in superficie, quando la presenza delle vele serve a limitare l'influenza del vento, è ridotta al minimo indispensabile a trasmettere i dati.
ultimo aggiornamento: 5 agosto 2016
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