MUSEO STORICO della STRUMENTAZIONE OCEANOGRAFICA

Misure LAGRANGIANE di corrente con il "drifter"


prima e dopo


lo stesso sopra e sotto; sotto con la vela svolta
È chiamato gergalmente "drifter", vocabolo inglese che andrebbe tradotto in "derivante", nel senso di oggetto che se ne va alla deriva, in balìa della corrente superficiale. Viene chiamato anche lagrangiano, o croce di corrente. Ha lo scopo di seguire una massa d'acqua per vedere, nel tempo, dove si sposterà e con quale velocità.
Schematicamente è costituito di:
  • una struttura "frenante" (vela), variamente conformata, atta a far rimanere lo strumento strettamente solidale all'acqua in cui è immerso, tale che lo strumento fluisca esattamente come fluisce l'acqua; la vela deve rimanere sempre alla stessa quota prefissata, perciò ha bisogno di
  • una struttura galleggiante (su cui è sospesa la vela) che fa da riferimento fisso per la quota della vela e che deve avere il minimo impatto alla spinta dal vento, per non perturbare la misura della corrente;
  • un'antenna per il sistema ARGOS; eventualmente anche un'antenna GPS;
  • uno scafo immerso in acqua che contiene le batterie per il funzionamento del trasmettitore e degli eventuali sensori;
  • eventuale CTD o parte di esso, catene di termistori, sensori meteo, correntometro profilante, sensori ottici...
Con cadenza definita, il drifter trasmette al sistema di satelliti ARGOS i dati acquisiti (CTD, meteo ...), il "sistema" ARGOS localizza il drifter sfruttando l'effetto Doppler del segnale emesso e poi invia dati e localizzazione, quasi in tempo reale, al computer dedicato dell'OGS.
L'OGS ne usa varie versioni che si distinguono principalmente per la scelta della profondità della corrente misurata.

Lo strumento è messo a mare nel punto desiderato, usualmente dalla poppa di una nave, anche con la nave in moto. Il "lancio" è molto semplice, perché la vela del drifter è sempre ripiegata e tenuta ferma da nastri di carta, che, una volta in acqua, si sciolgono e consentono alla vela di dispiegarsi opportunamente.
Nel caso del loro utilizzo per lo studio della dipersione di inquinanti in una zona ristretta, alla fine del periodo programmato, gli strumenti vengono recuperati per una prossima occasione. Nel caso invece di programmi di ricerca sulla circolazione oceanica (MEDSVP, ARGOITALY) i drifter vengono lasciati fluire indefinitamente e quasi sempre alla fine dell'autonomia delle batterie, vanno perduti.

Prima dell'avvento dei satelliti e quindi di ARGOS e del GPS, le croci di corrente andavano seguite a vista (ottica o radar) da una nave: una noia mortale!
I satelliti e la microelettronica ne hanno rivoluzionato e sviluppato l'utilizzo, tanto che ormai sono dei veri e propri CTD itineranti.



ultimo aggiornamento: 01.08.2016
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