MUSEO STORICO della STRUMENTAZIONE OCEANOGRAFICA

Correntometro di Ekman - Merz

È lo strumento più antico del museo, progettato nel 1905; misura la velocità orizzontale contando i giri di un rotore a palette, e la direzione rilevando la posizione dello scafo che si orienta con la corrente; è uno strumento a funzionamento esclusivamente meccanico, lo scafo viene completamente allagato, può funzionare a qualsiasi profondità.
Esso trae origine da un progetto di V.W.Ekman, modificato da A.Merz nel 1905, venne poi copiato e prodotto da varie ditte. Gli strumenti in possesso dell'OGS vennero costruiti in Giappone attorno al 1967.
Consta di un rotore a palette che viene mosso dalla corrente; un alettone fa orientare lo strumento in modo da presentare il rotore dalla parte della provenienza del flusso d'acqua, cosicché la direzione dello scafo corrisponde alla direzione della corrente.
È uno strumento a funzionamento esclusivamente meccanico, lo scafo viene completamente allagato, può quindi funzionare a qualsiasi profondità.
È probabilmente il primo correntometro autoregistrante a controllo remoto.

Dopo un'accurata preparazione, lo strumento viene calato alla profondità desiderata, sospendendolo ad un cavetto d'acciaio; il rotore è folle, cioè libero di girare, essendo scollegato dal meccanismo di conteggio.
Per far partire la misura, viene lasciato cadere lungo il cavetto di ormeggio un messaggero; quando quest'ultimo raggiunge il correntometro, scatta un grilletto che, con vari rimandi, sposta l'ingranaggio del contatore in modo da ingranare sulla vite senza fine calettata sull'asse del rotore di misura; dopo che il rotore ha fatto 50 giri, una pallina di bronzo cade dal deposito, attraverso il canale dell'equipaggio mobile della bussola in uno dei 20 settori in cui è divisa la scatola di raccolta delle sferette, quello relativo alla direzione dello strumento in quel momento; il rotore continua a girare, mosso dalla corrente, dopo altri 50 giri, cade un'altra pallina ...
Trascorso il tempo desiderato si lascia cadere il secondo messaggero che, facendo scattare la seconda volta il grilletto, distoglie il contatore dall'ingranaggio e ferma la misura; in tal modo non viene misurato il moto del correntometro nella fase di risalita in superficie. Per la lettura dei dati bisogna riportare lo strumento in superficie e contare le palline.

La misura così effettuata esprime la distribuzione della direzione della corrente nel periodo considerato, quindi lo strumento è in grado di esprimere solo la distribuzione della velocità nelle varie direzioni nel periodo considerato.

Chi lo ha utilizzato in mare ricorda con disappunto il laboratorio di bordo cosparso di pallini di bronzo.



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