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Catena trofica



19 gennaio 2017: l'effetto della bora sull'Adriatico settentrionale
immagine radar da satellite ESA--Sentinel-1 (el. C.Fragiacomo)


Temi Scientifici

L'osservatorio marino costiero del Golfo di Trieste si trova all'interno dell'Area Marina Protetta (AMP) di Miramare e comprende il sito di ricerche ecologiche a lungo termine "C1", ora parte della rete italiana Long-Term Ecological Research (LTER), e la boa meteo-oceanografica MAMBO.
Le Aree Marine Protette rappresentano uno dei sistemi più efficaci per la conservazione e gestione della biodiversità marina. La Ricerca Ecologica a Lungo Termine (LTER) costituisce una componente essenziale degli sforzi in tutto il mondo per comprendere meglio la struttura ed il funzionamento degli ecosistemi e la risposta agli impatti naturali e artificiali.
Dal 1986, la serie temporale della stazione "C1" nel Golfo di Trieste (Gotts, Gulf of Trieste Time series) rappresenta un sito fondamentale per la ricerca ecologica marina, in quanto è soggetta all'interazione tra i diversi fattori naturali (fiumi, scarichi di acque sotterranee, maree, circolazione generale, fenomeni meteorologici intensi) e numerose attività antropiche (trasporti marittimi, porti di Trieste e Monfalcone, scarichi dei rifiuti urbani, allevamento di pesci e molluschi, pesca e attività ricreative).
Nel 1999, il sito di ricerca ecologica è stato dotato di una boa meteo-oceanografica (MAMBO) al fine di acquisire dati in continuo sulle condizioni meteorologiche in mare e sulle proprietà fisiche e biogeochimiche dell'acqua di mare. Proprio a causa delle elevate dinamiche temporali dei processi ecologici negli ecosistemi costieri, solo l'afflusso in continuo ed in tempo reale dei principali dati meteorologici e delle proprietà fisiche e biogeochimiche permette una comprensione ottimale del funzionamento degli ecosistemi marini.

I principali obiettivi di ricerca del sito dell' osservatorio marino costiero del Golfo di Trieste sono di:
  • valutare lo stato delle comunità planctoniche e bentoniche in termini di biodiversità e di funzionamento degli ecosistemi;
  • identificare i cambiamenti a lungo termine dell'ecosistema marino costiero nella parte più settentrionale del bacino del Mediterraneo;
  • valutare le dinamiche temporali di nutrienti, materia organica disciolta e particolata;
  • valutare il ruolo dei fattori meteorologici, fisici e biologici sull'acidificazione marina;
  • valutare le relazioni tra i fattori meteorologici e l'ecosistema marino;
  • valutare la vulnerabilità di grandi cambiamenti globali (il riscaldamento globale, l'acidificazione degli oceani, l'inquinamento, la perdita di biodiversità, l'introduzione di NIS (specie non indigene) e HAO (organismi acquatici nocivi);
  • fornire conoscenze necessarie per migliorare la gestione del MPA;
  • contribuire con i dati, le informazioni e le conoscenze alle principali strategie e direttive ambientali marine dell'UE.
Obiettivi tecnici:
  • costituire un sito di prova per lo sviluppo di sensori innovativi, strumenti e tecnologie;
  • migliorare la configurazione del sistema di acquisizione in quasi-tempo reale;
  • verificare la possibilità di impiego dell'energia eolica per alimentare l'elettronica sulla boa;
  • attrezzare metodi di trasmissione dati e di nuovi sistemi di connessione;
  • sviluppare un metodo innovativo di gestione dei dati, degli strumenti di validazione e dei servizi di visualizzazione.

Per maggiori informazioni, contattare: B. Cataletto -- M. Lipizer
Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2017 -- Webmaster: R.Iungwirth